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Economia, società e cultura sotto Antonini e Severi

La vita quotidiana e le abitazioni sono migliorate notevolmente e la circolazione di merci e prodotti permette a tutti di potersi permettere carne, pesce e divertimenti pubblici, come i giochi con animali da combattimento.

Nascono i collegia, quasi una specie di sindacato o corporazione di quelli che esercitano un mestiere. I membri dei collegia potevano permettersi una degna sepoltura, invece di essere sepolti nelle fosse comuni.

La condizione degli schiavi migliora per le seguenti cause:

la loro diminuzione li rende merce rara, da tutelare e trattare con rispetto;

i Romani non hanno mai considerato la condizione degli schiavi irreversibile, quindi già prevedevano il possibile cambiamento da schiavi a liberi, anche per molti di essi;

alcuni imperatori come Tiberio, Claudio, Adriano e Antonino Pio fecero delle leggi in cui era riconosciuta la dignità giuridica degli schiavi e punita la eccessiva severità dei padroni che abusavano del loro potere.

si diffondono religioni come il cristianesimo (si leggano alcune lettere di San Paolo al proposito) e filosofie come lo stoicismo di Seneca che li considerano uomini al pari degli altri;

si diffonde l’utilizzo di alcune, non tutte, delle scoperte tecnologiche del mondo ellenistico, come il mulino ad acqua, e questo permette di sostituire la forza lavoro delle braccia umane.

La situazione economica in questo periodo è di grande prosperità e aumentano le importazioni di vino e ceramiche dalla Gallia, di olio dalla Spagna, di grano dalla Sicilia, dall’Africa (provincia che corrisponde più o meno alla attuale Tunisia e Libia settentrionale, e dall’ Egitto, di pepe e spezie molto costose dall’Oriente. La Dacia era stata conquistata anche perché vi era grande necessità dio oro nell’ Impero, e quella regione ne era ricca.

L’unica zona dell’impero che appare in involuzione è proprio l’ Italia, e l’imperatore Traiano è costretto a concedere prestiti a tasso agevolato ai piccoli proprietari terrieri italici, schiacciati dalla concorrenza dei provinciali.

Solo la solidità dell’impero in questo periodo nasconde la crisi che è già in atto. Quando con l’anarchia dopo i Severi viene meno il carattere unitario dell’ Impero, Roma non potrà più sopperire, venire in soccorso del deficit delle città italiche. Inoltre, la mancanza di domanda di prodotti sul mercato metterà in ginocchio l’economia imperiale, anche nelle province.

Per fortuna durante l’impero degli Antonini e Severi furono moltissime le opere pubbliche, che diedero lavoro e opportunità a molti.

Traiano fece costruire i mercati, una sorta di grande centro commerciale nel cuore di Roma, la Basilica, la Biblioteca più grande di Roma, e la Colonna Traiana fece ampliare i porti di Ostia, Civitavecchia e Ancona, e gli furono dedicati un Arco ad Ancona e uno a Benevento.

Adriano completò la ricostruzione del Pantheon, unico tempio pagano restato sostanzialmente intatto, perché riutilizzato dai cristiani, come Chiesa, e non abbattuto, come gli altri.

Inoltre fece costruire la Villa Adriana a Tivoli, e il Mausoleo, oggi Castel Sant’ Angelo.

Caracalla fece costruire le Terme più grandi di Roma, e in generale in questi secoli furono costruiti in ogni città romana, dalla Britannia e dalle Gallie, fino in Africa e Siria, teatri, anfiteatri per giochi pubblici e fori, cioè piazze centrali delle città, secondo uno schema che si ripeteva quasi sempre uguale in ogni città.

 
 

 
 

 
 

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