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Impero romano cristiano

I principali eredi di Costantino furono il figlio Costanzo II, e il nipote Giuliano l’apostata, che cercò inutilmente di restaurare la religione pagana.

Dopo di lui, tra il 363 e il 395, l’impero, che è ancora unificato, diventa cristiano.

La scoperta delle reliquie della Santa Croce ad opera di Elena è un episodio di grande spessore simbolico per i cristiani del IV secolo. Ad esempio la reliquia del Santo Chiodo a Milano, che però non ha la forma di un chiodo, ma di un freno, come quello che si mette ai cavalli.

Sant’Ambrogio interpretava questo come un segno del limite che deve porsi l’imperatore. Egli non può infrangere le leggi umane di giustizia. Il vescovo diventa una figura talmente importante in questo periodo che Sant’ Ambrogio interdice l’imperatore dall’eucarestia, fino a quando non si pente di avere ordinato la strage di tessalonicesi,  dopo che il comandante delle guardie, un goto, era stato ucciso nel corso di alcuni scontri seguiti ad una corsa di cavalli.

Neanche l’imperatore può essere al di sopra delle leggi che regolano la vita, la convivenza civile, ma Teodosio, che riconosce l’autorità di Ambrogio, si pente. Incomincia quindi in questo periodo il complesso rapporto tra Stato e Chiesa, che caratterizzerà tutto il medioevo.

D’altra parte un’altra reliquia del chiodo della croce teneva insieme le sei placche d’oro della corona imperiale.

Questo per i cristiani significava che l’impero non era solo frenato da Cristo, come visto prima, ma anche incoronato, quindi era dovere dei cristiani non solo non contrastare l’impero, ma difenderlo e proteggerlo dall’ondata incivile dei barbari, sempre più minacciosi ai confini.

Per questo, per i cristiani, tranne qualche rara eccezione, soprattutto nel passato, come i montanisti, anche il servizio militare è importante e nessuno può sottrarsi a questo dovere pubblico, come le tasse.

Già nel passato era possibile diventare “romano” e questo a prescindere dalle origini.

Già per gli antichi romani gli schiavi non erano considerati inferiore per “natura”, ma per “storia” in quanto appartenevano a popolazioni sottomesse e sconfitte.

Già loro consideravano la possibilità della liberazione dello schiavo, e la sua condizione era già migliorata.

Continuando in questo processo, con l’impero romano cristiano:

  1. i padroni non poterono più marchiare a fuoco gli schiavi,  visto che sono uomini come tutti e non bestie;
  2. furono aboliti i giochi pubblici, perché nel corso di essi molti schiavi, come i gladiatori, morivano solo per soddisfare il desiderio di divertimento degli spettatori.
  3. nessuno ebbe più il diritto di separare le famiglie degli schiavi, solo per motivi economici
  4. nessuno potè più uccidere il proprio schiavo
  5. l’imperatore proclamò la schiavitù un offesa grave alla dignità dell’uomo, anche se essa persistette per molto ancora,  poiché i tempi non erano ancora pronti, e la chiesa intendeva riformare la società, non sovvertirla.

 
 

 
 

 
 

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