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Politica estera di Antonini e Severi

Traiano si spinse oltre il Danubio, e sconfisse i Daci nei primi anni del secondo secolo d.C: e fece celebrare le sue vittorie anche con la Colonna Traiana, che racconta le sue imprese come una pellicola di un film incollata a spirale attorno ad essa.

Ancora oggi in quella regione, non a caso chiamata Romania, si parla una lingua neolatina.

Poi dimostrò la sua bravura militare (quanto era stato lungimirante Nerva ad adottarlo!) sconfiggendo anche i Parti, bestia nera dei Romani fino ad allora, e conquistando l’Armenia, la Siria e la Mesopotamia.

Dopo le sue guerre di espansione, però, gli imperatori seguenti si dedicarono al consolidamento dei confini. Adriano fece costruire delle fortificazioni lungo il limes (confine) in Britannia, il cosiddetto Vallo di Adriano, tra il Reno e il Danubio, e anche laddove non vi erano opere in muratura, creando una linea di confine sempre sorvegliata con un sistema di sentinelle e torri di vedetta: non proprio una muraglia cinese, ma almeno una palizzata romana, diciamo.

Adriano lasciò la Mesopotamia, da sempre difficilmente difendibile, e preferì consolidare il confine più ad Ovest.

Sotto Antonino Pio si godette di una pace duratura, ma il suo successore, Marco Aurelio, pur essendo un imperatore filosofo, fu costretto a guidare l’esercito romano per rintuzzare gli attacchi ai confini.

Anzitutto le sue truppe dovettero combattere contro i Parti nel 166 d.C., ma furono più che altro decimate da una epidemia.

Poi l’imperatore in persona guidò l’esercito contro le minacciose tribù germaniche dei Quadi e dei Marcomanni. Riuscì anche a vincerle, ma morì nel corso della campagna militare, lasciando così il potere al figlio Commodo, che scioccamente non approfittò delle vittorie del padre, e invece di proseguire fino al fiume Elba, fece un accordo con le tribù germaniche sconfitte, riconsegnando loro tutto il territorio perso.

Caracalla dovette combattere contro gli Alemanni (che in germanico voleva dire una tribù di uomini-guerrieri) e contro i Parti. Un prefetto del Pretorio voleva succedergli al potere e lo uccise durante la campagna militare, ma l’impero f u preso dal bizzarro Eliogabalo. Alessandro Severo morì anche lui in combattimento-. Dopo aver sconfitto i Parti e i loro successori Sasanidi in oriente, venne ucciso dall’esercito che non aveva gradito le sue trattative di pace con gli Alemanni.

L’esercito profondamente riformato soprattutto da Settimio Severo, era composto da provinciali, che potevano anche sposarsi, avere figli, una famiglia, una dimora e un terreno, nei pressi del limes (confine) che difendevano. Furono anche accettati per la prima volta perfino dei mercenari barbari all’interno dell’esercito.

 
 

 
 

 
 

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