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Licei online e libri digitali
parte anche la sfida italiana
La Repubblica - 10 Ottobre 2011
L´esperienza di OilProject e della casa editrice Garamond. Tra una settimana
parte la piattaforma dove i professori di liceo caricheranno i loro seminari
Due piattaforme dal basso provano a cambiare la scuola italiana. La prima si
chiama OilProject e la guida Marco De Rossi, 21 anni, milanese («Oil perché la
conoscenza è il nuovo petrolio»). Nel 2004 De Rossi è già un mago a fare siti
web ma la mamma lo manda al liceo. Lui allora con due amici si mette a dare
lezioni di Internet a chi vuole seguirlo in chat. La cosa ha un discreto
successo: i testi delle chat vengono condivisi in rete e molti chiedono di poter
aggiungere delle lezioni. «Molti ci insultavano, ci dicevano che eravamo dei
nerd smanettoni che facevano lezioni di hacking, ma noi avevamo capito una cosa:
che serviva una piattaforma dove ciascuno potesse insegnare qualcosa, perchè
ognuno è professore di qualcosa... «. Nasce così OilProject che, con un
finanziamento di Telecom Italia, punta a diventare «il miglior liceo del mondo».
Le lezioni sono in diretta, chi si collega può fare domande, votare le domande
degli altri e dire in tempo reale se quello che dice il prof di turno è
interessante o no. Oggi parte la Scuola di Attualità dove i temi sono stati
decisi dalla community: ne è venuto fuori un calendario di lezioni interattive
curate dall´Istituto italiano di tecnologia (IIT) per raccontare lo stato della
ricerca applicata. Tra una settimana il via al liceo online: obiettivo,
convincere i docenti a registrare le proprie lezioni e caricarle qui in modo che
tutti le possano vedere («Luigi Gaudio, che insegna italiano, ne ha già
postate 500» dice De Rossi).
La seconda piattaforma è partita qualche giorno fa e riguarda i libri di testo.
Nel 2008 la promessa (supportata da una legge): dal 2011 tutti i libri
scolastici dovranno essere scaricabili da Internet. Che fine ha fatto? Agostino
Quadrino, fondatore della casa editrice online Garamond, ha smesso di
chiederselo. E qualche giorno fa ha chiesto ai 62 mila docenti della propria
community di pubblicare e condividere le loro produzioni didattiche (testi,
dispense, slides, video, animazioni, questionari e giochi) nel Repertorio
italiano di contenuti educativi e didattici digitali. Calcola Quadrino: «In
Italia per l´acquisto libri di testo le famiglie spendono ogni anno 750 milioni
di euro, in contanti. Testi utilizzati solo al 20-30 per cento durante l´anno e
che invecchiano rapidamente, messi fuori corso dalle cosiddette "nuove
edizioni". Ma se i contenuti didattici fossero prodotti dagli stessi docenti e
distribuiti liberamente in rete in formato digitale?». Per ora la risposta del
mondo scolastico sembra incoraggiante: secondo Quadrino, oltre duecento docenti
hanno già aderito e molte scuole avrebbero deciso di mettere a fattor comune le
loro produzioni didattiche.
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